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Quando un libro scuote le coscienze, le idee diventano concrete…

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Il 23 Aprile, in concomitanza della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, presso l’Auditorium dell’IISS “C. Mondelli”, il noto giornalista Rai Pino Nazio ha presentato la sua ultima opera, “Io non c’ero”, scritta a quattro mani con il Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale.L’evento, allargato anche alla cittadinanza che ha risposto positivamente, è stato organizzato dal Dirigente scolastico, Francesco Raguso, dalla Vicaria, prof.ssa Pia Grassi, e dal Parlamento della Legalità Internazionale, nelle persone del coordinatore regionale, Antonio Cerbino, del coordinatore nazionale di gestione, Salvatore Giordano, e della collaboratrice culturale Sonia Festa.

Dopo una breve introduzione del DS che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le varie agenzie educative per sensibilizzare i giovani ai temi di giustizia e legalità, il Sig. Antonio Cerbino ha illustrato le finalità del PdLI che trovano proprio nella scuola un alleato sicuro per la lotta alle mafie.

Per più di due ore Pino Nazio ha intrattenuto gli alunni in un vivace e propositivo dibattito sulle figure di Falcone e Borsellino e sulla triste tematica della mafia, ripercorrendo i nuclei fondamentali del suo libro. L’illustre scrittore se da un lato delineava i profili dei due magistrati, esaltandone l’operato, il coraggio e la finissima intelligenza, dall’altro metteva in luce la meschinità di una piaga sociale che insidia la giustizia, isola e calunnia quanti vogliono prenderne distanza e la denunciano. Dalle sue parole traspariva l’eccelsa professionalità di chi ha registrato troppi fatti di cronaca, nonché il grande spessore umano che fanno di lui un intellettuale impegnato e libero al tempo stesso. Il suo frequente intercalare “Ragazzi, la mafia ha paura di voi!” faceva sobbalzare gli studenti che si sentivano richiamati ad un compito così tanto impegnativo, ma era evidente in quel monito la provocazione culturale di Pino Nazio: chi crede nella legalità non può e non deve arrendersi, facendo proprie le idee di Falcone e Borsellino che hanno perseverato nelle loro convinzioni fino al sacrificio estremo.
Certo anche lui non si è risparmiato, concedendosi, generosamente e oltre il tempo dovuto, agli alunni che lo hanno avvicinato per manifestargli l’ammirazione o solo semplicemente per  ringraziarlo.
Interessante l’intervento dell’alunna Alessandra Carone che ha sottoposto la platea e lo stesso Pino Nazio ad una stimolante riflessione: il titolo “IO NON C’ERO” si presta ad una duplice interpretazione; allude alla non conoscenza diretta dei giovani, ma non rimanda forse ad un vile alibi per quanti non vogliano assumersi la responsabilità morale e civile di fatti così riprovevoli?
Ebbene Pino Nazio: noi c’eravamo!

                                                                                                                                                                                    Prof.ssa Filomena Gigante

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