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Il laboratorio tra definizioni e ideologie

La parola “laboratorio”, in ambito pedagogico-didattico, evoca associazioni diverse a seconda non solo delle metodologie e degli approcci che ognuno di noi, docenti e ricercatori, sceglie o con il quale ha maggiore familiarità, non solo a seconda dei livelli di scuola e delle discipline di insegnamento, ma direi addirittura a seconda della generazione a cui apparteniamo. Chi ha iniziato ad insegnare tra gli ultimi anni sessanta e i primi anni settanta associa con ogni probabilità il laboratorio ai temi della ricerca, dell'apprendimento come scoperta, del “fare per imparare”1 e ricorda bene la dura contrapposizione, talvolta addirittura manichea, tra la lezione frontale (“passiva”, “parolaia”, “alienante”, per riprendere un lessico in voga in quegli anni ) e la didattica di laboratorio (“attiva”, pratica, autodiretta, addirittura autogestita).
Negli anni ottanta, nella scuola di base il laboratorio è diventato soprattutto una metodologia del progettare e del fare, che si integrava con altre didattiche più formali, definendo anche aree di opzionalità in particolare nel tempo pieno e nel tempo prolungato. Nella scuola secondaria, alla presenza dei laboratori scientifici, tecnici e tecnologici, a seconda del tipo di scuola e dei suoi indirizzi, si affiancano man mano altri laboratori, anche questi a forte contenuto tecnologico, ma legati anche alle aree tradizionalmente umanistiche: si comincia con i vari tipi di laboratorio linguistico, destinati a un apprendimento delle lingue straniere dapprima rigidamente strutturato e ripetitivo, poi man mano, grazie allo sviluppo di tecnologie multimediali sofisticate a costi accettabili, aperto a nuove possibilità (giochi di ruolo, simulazione, e così via). Si continua con i laboratori informatici e multimediali, in cui, in questi ultimi anni, entrano con frequenza sempre maggiore anche gli insegnanti di italiano, che fanno lavorare gli studenti dapprima con la videoscrittura, poi a costruire ipertesti e pagine Web.
Oggi, l‟idea di laboratorio più diffusa è quella di uno spazio variamente attrezzato, in cui si apprendono delle tecniche che permettono la produzione di “oggetti” di vario tipo. Spesso, dunque, l‟idea di laboratorio è connotata da quattro caratteristiche:
- la progettualità tecnologica
- la creatività, che si manifesta nel processo, oltre che nel prodotto
- il lavoro di équipe
- la multi /pluri/interdisciplinarità.

Laboratori e trasversalità della lingua
Già nei documenti preparatori al riordino dei cicli della Commissione De Mauro (2000) si prevedevano delle attività multidisciplinari che, a partire dallo sviluppo delle competenze linguistiche, avrebbero dovuto articolarsi in veri e propri laboratori.
“L'area linguistica è al centro di un fascio di interessanti possibilità di progettazione di occasioni di apprendimento che devono essere attuate nell'ambito di attività progettate e realizzate con il concorso di più discipline.
In questa prospettiva, ciascuna istituzione scolastica potrà provvedere, tra le attività che concorrono a definire il curricolo nazionale obbligatorio, alla progettazione e alla realizzazione di percorsi e occasioni di apprendimento interdisciplinari, mirati a sviluppare queste competenze:
- l‟uso della lingua e dei linguaggi per la comprensione, lo studio e il riuso delle conoscenze nelle diverse discipline, acquisendo e rinforzando gradualmente un adeguato metodo di studio;
- la comprensione, la produzione, il confronto di messaggi realizzati attraverso l'integrazione di linguaggi diversi: della parola orale e scritta, dell'immagine, del suono, del corpo;
- l‟uso di strumenti e tecnologie per realizzare testi e messaggi anche multimediali e per usare in modo consapevole le molteplici forme della comunicazione contemporanea.”
In quest‟ottica, i laboratori divengono il “luogo” privilegiato della trasversalità (nel senso dell‟acquisizione delle competenze trasversali) e dei processi, non solo dei prodotti: un laboratorio, magari anche ad autoaccesso, per imparare a studiare; un altro laboratorio, che forse potremmo definire dell‟espressività, per integrare, in ricezione e produzione, i linguaggi di base della mente e del corpo; e infine un laboratorio delle comunicazioni, per l‟utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.
“Laboratori” trasversali di questo tipo, che si affiancano e si integrano ad una didattica più decisamente disciplinare, sono già presenti, in una forma o nell‟altra, in molte scuole: vengono abitualmente vissuti, dagli insegnanti prima ancora che dagli studenti, come “spazi” di maggiore libertà, che rispondono a logiche diverse da quella , spesso soprattutto valutativa, della scuola. Maggiore spazio a bisogni “immediati”, valorizzazione di competenze non strettamente scolastiche, visibilità dei prodotti (siano essi oggetti o eventi), collaborazione tra i pari sembrano essere alcune delle caratteristiche positive di laboratori di questo tipo. Resta tuttavia il pericolo che si venga a creare una frattura eccessiva tra la didattica normale e quella laboratoriale, quasi che quest‟ultima non possa avere valenze anche di sapere, oltre che di saper fare, anche valenze disciplinari e non solo trasversali.
Per questo trovo particolarmente interessante valutare e verificare se e a quali condizioni sia possibile organizzare un “laboratorio” propriamente disciplinare di lingua italiana. Forse si può avviare il discorso a partire da alcune considerazioni e da alcune domande sulla specificità, per il momento posta come ipotesi, del laboratorio di italiano rispetto ad altri tipi di laboratorio.

Tartto da:Il laboratorio di italiano di Daniela Bertocchi

L'Istituto di Istruzione Superiore Statale è così strutturato:

LABORATORI:

Tecnico  Agrario

Tecnico Industriale

sede di Massafra

Tecnico Industriale

sede di Statte

Scienze Naturali

Sistemi

Elettronica e Sistemi

Disegno,

Elettronica

Informatica 1

Topografia,

TLC e Elettrotecnica

Informatica 2 e Disegno

Fisica

Disegno e Tecnologia

Fisica e Chimica

Informatica

Fisica e Chimica

Termotecnica

Multimediale 1

Tecnologia Meccanica

Linguistico “Tell me”

Multimediale 2

(T.D.P.) Disegno e Progettazione

Laboratorio Energia ed Ambiente

Chimica

EMC/F.E.S.R. misurazioni di campi elettromagnetici, inquinamento e compatibilità elettromagnetici

 

Agronomia e micropropagazione

 

Zootecnia

 

Arte del legno

Linguistico

 

Musica

 

 

STRUTTURE ED AUSILI:

 

Tecnico  Agrario

Tecnico Industriale

sede di Massafra

Tecnico Industriale

sede di Statte

Sala docenti

Sala docenti

Sala docenti

Segreteria

Segreteria

 

Presidenza

Ufficio Responsabile di sede

Ufficio Responsabile di sede

Auditorium

 

Auditorium

Biblioteca

Biblioteca

Biblioteca

Museo di costruzioni rurali

 

 

Museo di macchine per la contabilità

 

 

Complesso sportivo comprendente la palestra coperta di 400 mq con gradinate, parquet in legno e attrezzi per la ginnastica, l’atletica, il basket, la pallavolo e all’esterno piste di atletica leggera, campo di pallavolo e di calcetto

 

Complesso sportivo comprendente la palestra coperta, attrezzi per la ginnastica, l’atletica, il basket, la pallavolo e all’esterno campo di pallavolo, basket e calcetto

Ambulatorio medico

 

 

N. 15 aule didattiche

N. 10 aule didattiche

N. 11 aule didattiche

Sala video

 

Sala video

N. 4 Laboratori multimediali mobili

N. 2 Laboratori multimediali mobili

 

Aula CIC

 

Aula CIC

Azienda agraria

 

 

Lavagne Interattive Multimediali (LIM) n. 5

Lavagne Interattive Multimediali (LIM) n. 4

Lavagne Interattive Multimediali (LIM) n. 3

Autobus con 32 posti

 

 

Scale esterne d'emergenza e aree dedicate alla evacuazione improvvisa degli spazi interni.

 

Scale esterne d'emergenza e aree dedicate alla evacuazione improvvisa degli spazi interni.

Ampio parcheggio per auto nel cortile interno

Ampio parcheggio per auto

Ampio parcheggio per auto nel cortile interno

 

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